6 cose che devi sapere sullo sviluppo di un’email


6 cose che devi sapere sullo sviluppo di un’email

Le email sono rimaste ferme al 1999, per tutti e per sempre. Questo potrebbe essere vero o meno, ma di sicuro il codice si è evoluto secondo tempi molto diversi da quelli del resto del web. A questo aggiungete le pressoché infinite combinazioni di client email, app mobile e browser e vedrete che lo sviluppo di un’email, paragonata allo sviluppo del resto, è un altro affare.

Quindi, che tu sia un email developer, un email designer o un marketing manager pronto a lanciare la prossima campagna, ecco alcune cosette che devi assolutamente sapere sullo sviluppo di un’email. Di recente mi sono rivolto a Chiara Giuliani, Responsabile dello Sviluppo EM qui in Moskito Design per scoprirle.

1. La rivoluzione responsive non è assolutamente finita

Nonostante tutto quello che è stato scritto (anche in questo blog) negli ultimi cinque anni sul fatto che il responsive design è diventato l’approccio di default allo sviluppo web, è incredibile vedere quanto questa rivoluzione sia lungi dall’essere conclusa. Per fare un esempio famoso, Google – con i suoi client Gmail e Inbox – ha iniziato a supportare le media query solo nell’autunno 2016 (anche se ne era a favore già da molto tempo).

Secondo Litmus e il 2017 State of Email Report , il numero chiave è 75%: è il numero di client email che supportano il responsive design (come gli aggiornamenti di Gmail) e anche degli esperti di email marketing che lo usano regolarmente.

Ma quel rimanente 25% può rappresentare una fetta considerevole di iscritti, a seconda dei client che utilizzano. Come dice Chiara, “il codice è in costante evoluzione, ma lavoriamo su quella che sostanzialmente è una versione vecchia. Non troviamo sempre il supporto adeguato. Possiamo sviluppare il nostro codice, ma gli ostacoli sono nei client email. Se loro non progrediscono, non possiamo farlo neanche noi.”

2. Le immagini di background non sono sempre perfette

Le immagini di background sono “notoriamente difficili da azzeccare”, come afferma Jaina Mistry di Litmus. E i display retina o gli schermi con DPI (dots per inch, “densità di pixel”) alti che sono stati la norma per iPhone e iPad dal lancio dell’iPhone 4, hanno reso queste immagini ancora più problematiche.

Essenzialmente, i display retina mostrano immagini così dense di pixel che l’occhio umano – o la retina, nella concezione Apple –  non può distinguere i singoli pixel. Il risultato è un’immagine chiara e precisa. Per ottimizzare le immagini di questi display si creano immagini grandi il doppio rispetto a quelle di cui si ha bisogno e così vanno ridotte, conservando la densità originale di pixel nelle dimensioni più piccole.

Questo tipo di ottimizzazione è diventato la norma, ma quando si tratta di immagini di background, alcuni client come Outlook non permettono di ridurre le dimensioni. Il risultato è un’immagine leggermente sfocata.

 

Vedi la differenza? Leggermente sfocata o molto precisa?

 

Come dice Chiara, “i nostri clienti vogliono usare le immagini di background nella loro email, quindi le includiamo anche se in molti client non hanno la qualità retina. Dato che si tratta appunto dello sfondo e non del focus principale, è accettabile. A volte devi scendere a compromessi sulla qualità di un’immagine per raggiungere un determinato obiettivo”.

3. Adattati a quello che usano i clienti (non a ciò che vorresti)

Quando si parla di sviluppo di email, ogni client, sistema operativo, browser, device e app nativa ha le sue particolarità. Puoi prenderle in considerazione tutte, ma la soluzione più sensata è quella di concentrarti su quelle che utilizzano effettivamente i tuoi clienti. Il che significa pensare a chi sta leggendo cosa, dove e come.

E quando stai sviluppando per un numero importante di utenti, come facciamo noi, devi stabilire dei confini entro i quali ha senso sviluppare per un nuovo device o client (se la maggior parte dei tuoi utenti finali non è esperta, non ha senso creare subito del codice per device che non useranno per un altro anno o magari di più).

“Sviluppiamo regolarmente email per cinque grandi mercati Europei”, dice Chiara, “e ognuno ha i suoi client email specifici”. I nostri clienti condividono con noi i dati di quelli usati dai loro utenti e poi lavoriamo insieme per dare priorità a quelli che richiedono più tempo e attenzione. Qui in Italia significa sviluppare per Libero, che per molto tempo è stato l’account più diffuso. Lo stesso vale per GMX in Germania. Vogliamo essere certi che le email si vedano ancora bene su questi client”.

4. Attenzione all’aggiornamento (soprattutto di Outlook)

Anche se i client sono entusiasti di annunciarli, gli aggiornamenti vanno valutati molto bene. La valutazione deve essere ancora più accurata quando si parla di Outlook.

Uno degli aggiornamenti memorabili di Outlook ha previsto l’inserimento automatico di uno spazio di 10 pixel tra l’immagine e il resto del testo.

Mind the gap. La nostra soluzione a uno spazio non richiesto di 10 pixel.

 

Forse non è stata la fine del mondo, ma quando hai impiegato ore a creare un design su misura e a scrivere il codice perfetto, questo spazio inutile e non richiesto di 10 pixel può mandarti al manicomio. Dopo qualche ricerca abbiamo scoperto che Outlook aveva essenzialmente inserito una regola di stile nel codice (sotto forma di un tag DIV) che ha creato lo spazio, sul quale abbiamo sovrascritto un’altra regola di stile.

Problema risolto… almeno fino al prossimo aggiornamento.

Come afferma Chiara, “gli aggiornamenti possono essere un problema. La cosa migliore da fare è approcciarsi a ciascun caso con cautela. Cerco quindi di non buttarmici a capofitto perché gli aggiornamenti sono un po’ come il vino: tendono a migliorare col tempo”.

5. I templates sono fantastici. I moduli sono meglio

Chiunque abbia mai usato un template – per web design, videoscrittura o codice – sa che possono renderti la vita più facile e farti risparmiare tempo. Ovviamente hanno dei limiti e questi limiti spesso diventano più evidenti e limitanti col tempo.

Se vuoi la flessibilità e creatività di un template con il beneficio del risparmio di tempo, devi usare i moduli (che sono essenzialmente il blocco centrale di un template). Un tipico modulo per email – con un testo, una call to action (CTA) o immagine e un’icona – che puoi riutilizzare, modificare e adattare. E archiviarlo per usarlo un’altra volta.

Come dice Chiara, “qui abbiamo iniziato con una libreria di moduli per il design e abbiamo creato i corrispondenti moduli in HTML. Questa libreria ci aiuta a risparmiare un sacco di tempo e ci permette di consegnare il lavoro anche con scadenze molto strette. È un ottimo punto di partenza, soprattutto quando abbiamo molto lavoro da fare.

Ci danno sicurezza – abbiamo meno sorprese quando il codice è già stato testato. Non dico nessuna sorpresa, ma qualcuna di meno. E noi continuiamo a espandere questa libreria per avere una gamma più ampia e una maggiore flessibilità quando dobbiamo consegnare al cliente. Rendono la vita più facile”.

6. Check, test, ripeti

Sviluppare per i browser, i client email, i device e le app dei clienti significa anche testare tutte le modifiche rilevanti. Se i tuoi utenti finali usano Yahoo, per esempio, dovrai assicurarti che le tue email si vedano bene su browser come Firefox, Chrome, Safari ed Explorer, oltre alle varie app native per ogni device.

Per essere certi che sia così, devi fare dei test. Ci sono molti ottimi strumenti come Litmus e Email on Acid (entrambi fantastici, ma noi tendiamo a usare quest’ultimo perché ha tutto quello che serve ai nostri clienti). E come dice anche Chiara, “non si testa mai abbastanza”.

Ma prima di rivolgerti a un tool, devi assicurarti che il codice sia valido semplicemente guardandolo. Meglio ancora se a guardarlo è qualcun altro. “Se sei tu a scriverlo, è più difficile trovare degli errori”, dice Chiara. “Può essere utile scriverlo e tornarci in un secondo momento, ma non sempre le scadenze lo permettono. Ecco perché dovrebbe esserci un’altra persona a controllare tutto. Qui abbiamo una regola: non puoi testare l’email che hai sviluppato”.

 

In Moskito Design scriviamo (in 5 lingue), progettiamo, sviluppiamo e testiamo marketing email per raggiungere più di 10 milioni di lettori ogni anno.

[Immagine a cura di Jlenia Coco. Adattamento per la versione italiana: Gaia Girardi]

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