Una campagna advertising per Linde Material Handling, mattoncino (LEGO) dopo mattoncino


Una campagna advertising per Linde Material Handling, mattoncino (LEGO) dopo mattoncino

Nostro cliente da tempo, Linde Material Handling Italia è solito proporci sfide interessanti. Come quella di creare una campagna pubblicitaria in un formato poco usuale nella comunicazione dell’azienda.

“Non facciamo spesso advertising su carta”, dice Luigi Bindi, Digital Marketing Manager di Linde all’inizio della nostra intervista. “E le campagne B2B di solito non sono così creative come quelle B2C”.
Ma questa volta volevano che la creatività trionfasse (e a noi non è sembrato vero poter lavorare di fantasia).

Il brief parlava chiaro: creare una campagna per promuovere sulle maggiori testate di settore non solo il core business di Linde – i suoi carrelli elevatori – ma anche i nuovi servizi e prodotti per la logistica.
“Creando un impatto sul mercato”, sottolinea Luigi.

Definire il concept di campagna

Abbiamo presentato a Linde una serie di concept, ma subito è apparso chiaro quello vincente: LEGO.

L’idea era di ricreare, con i celebri mattoncini, alcuni scenari che mostrassero i carrelli elevatori al lavoro in contesti diversi, così da rendere l’immagine di tante parti distinte che si connettono in un risultato finale.

“Quella dei LEGO è una bella metafora, che rappresenta ciò che Linde fa tutti i giorni”, concorda Luigi. Ancora di più se vogliamo parlare a un pubblico internazionale. “È un linguaggio universale nella sua semplicità”.

Costruire la campagna, un mattoncino alla volta

Quello che è venuto dopo, comunque, non è stato un gioco da ragazzi.

Come prima cosa abbiamo incontrato Luigi e un ingegnere di Linde per capire come ricreare con la massima precisione i set; quindi siamo passati allo storyboard.

“È stato complesso” – continua Luigi – “perché dietro la finalizzazione di ciascun modellino dovevano esserci studio, progetto, analisi, sviluppo. Proprio come nella realtà del nostro lavoro”.

In parallelo, abbiamo fatto alcune ricerche mirate, fino a imbatterci nei progetti online dell’esperto in costruzioni LEGO Andrea Lattanzio – conosciuto come Norton74 – che si è mostrato entusiasta fin da quando l’abbiamo contattato la prima volta, mentre era in viaggio in Argentina.

“Mi è sembrata subito una cosa bella, positiva”, ricorda Andrea, che di giorno lavora nella comunicazione di un’organizzazione no-profit.

È un appassionato di “studless”, che nel gergo LEGO significa quei progetti costruttivi in cui le borchie tipiche dei noti mattoncini vengono rese invisibili grazie all’uso di coperture molto leggere e svariate altre tecniche.

E così, partendo dai materiali di Linde e dai nostri rendering digitali di un magazzino fisico, Andrea ha iniziato a costruire i suoi scenari.

Curare ogni dettaglio, al di là delle dimensioni

Il rischio però era quello di portarci dietro il mondo fanciullesco e spensierato di LEGO.
Invece, “dovevamo essere molto prossimi alla realtà”, ricorda Luigi.

Per questo era fondamentale rispettare tutti i dettagli del progetto e l’identità forte del brand, anche se dovevamo lavorare in scala ridotta, cercando di focalizzarci sugli elementi chiave della composizione.

E mentre Andrea ci inviava le foto delle prove realizzate nel suo salotto-studio, ci è subito apparso chiaro quanto anche gli omini LEGO che popolavano mini magazzini Linde dovessero rispettare regole precise.

“Uno dei problemi è stato quello di ricreare i caschetti di protezione”, racconta Luigi. “Anche se i LEGO sono sostanzialmente giocattoli, i nostri clienti si aspettavano di vedere tutti quegli accessori di sicurezza previsti durante le operazioni in un magazzino vero”.

In altre parole, anche tutti i carrellisti del set di Andrea dovevano tenere le loro piccole teste di plastica gialla ben protette, a dimostrare quanto per Linde fosse fondamentale il tema della sicurezza sul lavoro.

Mettere insieme il tutto

Alla fine Andrea ha costruito 3 set completi e 9 carrelli elevatori, “i più divertenti e al tempo stesso difficili da realizzare”.

Per lo shooting conclusivo abbiamo coinvolto Fabrizia Parisi, con cui collaboriamo da tempo, che ha trasportato e riassemblato i set nel proprio studio per fotografarli.

Il risultato finale è apparso per oltre tre mesi su diverse riviste specializzate in logistica.

Riflettendo sul successo di questo progetto, Luigi ricorda soprattutto quanto Moskito Design sia stato un partner “positivo, flessibile e moderno”.

E alla domanda se abbia voglia di cimentarsi con i suoi LEGO in un nuovo lavoro di questo tipo, Andrea risponde: “a patto che sia affascinante come questo”.’

In Moskito Design possiamo aiutarti a costruire la tua prossima campagna pubblicitaria, un mattoncino alla volta.

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